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Protezione del patrimonio -

soldi.jpgLa protezione del patrimonio è una necessità di tutti gli imprenditori anche piccoli. Questa necessità viene a sussistere nel momento in cui l’imprenditore riconosce l’importanza di fare in modo che il suo patrimonio (sia liquido/mobile sia immobile) non possa essere “aggredito” in caso di litigio dai terzi oppure dagli Stati.

Ecco quindi che nasce l’idea di costituire società appositamente realizzate per la protezione del patrimonio, Holding e asset protection in modo da mettere al sicuro: soldi liquidi, quote societarie di società terze, proprietà immobiliari e ad altri beni.

La scelta più semplice ed economica per realizzare questo è di fare una normale società LLC in giurisdizione del Delaware. Alternativamente una società Svizzera. A questo punto è possibile:

  • aprire un conto corrente in banca svizzera intestato alla società per depositare i propri contanti
  • aprire una cassetta di sicurezza bancaria per depositare i beni mobili che si possiedono di facile trasporto (anche azioni, titoli, ecc.)
  • intestare alla società quote sociali possedute
  • intestare alla società proprietà immobiliari

Naturalmente la società cosi costruita non dovrà esercitare alcun tipo di attività se non quella di mero holder di beni e liquidi.

In questo modo il cliente può quindi proteggere i suoi averi. Potete contattare la nostra società al fine di farvi guidare nell’implementazione di questa soluzione oppure scegliere soluzioni miste e personalizzate.


Offshore è illegale? -

Assolutamente no. Molte persone pensano che costituire società all’estero sia una cosa illegale o addirittura fraudolenta. Invece non è cosi. Si tratta di società assolutamente legali nella giurisdizione che le ospitano e sono validamente costituite ed operanti. I vantaggi sono determinati dal fatto che l’imprenditore sceglie lo stato in cui costituirla a seconda che essa abbia o meno le agevolazioni fiscali od operative che gli necessitano.

E’ possibile infatti scegliere di aprire una società in un paese a fiscalità mite (come ad esempio la Svizzera) oppure in un paese nel quale vigono determinate leggi che agevolano l’impresa in alcuni settori specifici.

La Svizzera in questo senso è un paese molto vantaggioso sia in quanto possiede tassazione moderata, sia in quanto ha una legislazione bancaria che consente il più assoluto riserbo e riservatezza sia sulla titolarità, sia sulle operazioni svolte. Ovviamente nel caso queste siano nella piena legalità.


Paradiso Fiscale - cos’è -

Un paradiso fiscale è uno Stato la cui normativa riguardante la fiscalità, il settore bancario e/o finanziario consente di attirare grandi masse di capitale grazie a condizioni particolarmente agevolate che portano molti imprenditori e finanzieri ad investire. Tipicamente, nei paradisi fiscali si riscontra un regime di tassazione molto basso o assente che rende conveniente stabilire in questi Paesi la sede di un’impresa (es. società offshore), oppure regole particolarmente rigide sul segreto bancario, che consentono di compiere transazioni coperte. Naturalmente queste caratteristiche rivestono interesse e importanza per imprenditori, industriali e finanzieri di qualunque nazionalità.

Occorre inoltre ricordare le regole societarie che consentono l’emissione di azioni al portatore, un insieme ridottissimo di formalità societarie e contabili e regole favorevoli per l’impiantazione di servizi finanziari (come per esempio regole minime per ottenere licenze che consentano di operare fondi di investimento). In Svizzera è infatti presente la forma societaria S.A. società anonima, che permette l’emissione di azioni al portatore quindi in forma del tutto anonima.

I tradizionali paradisi fiscali sono la Svizzera, il Lussemburgo, molti stati caraibici come le isole Cayman, le British Channel Islands (Isle of Man, Jersey, Guernsey) insieme a molti altri Paesi. Per ragione di tassazione alle imprese, in parte anche l’Irlanda viene equiparata a un paradiso fiscale.

Gli Stati Uniti d’America possono a loro volta, in certe specifiche condizioni, essere considerati un paradiso fiscale, perché consentono ad uno straniero non residente (non-resident alien) di costituire società che sono sottoposte unicamente ad imposizione forfettaria su base statale, senza attribuzione pertanto di un numero di identificazione tributario (IRS number) e obbligo impositivo, a condizione che la società così costituita non svolga attività con gli USA (quindi nessun rapporto cliente/fornitore, ne’ conti correnti, ne’ dipendenti sul suolo statunitense). Tuttavia è importante notare che gli Stati Uniti non rientrano in alcuna black list del fisco italiano (questo chiaramente per via degli stretti e storici legami dell’Italia con gli USA).

La definizione di paradiso fiscale è pertanto relativamente flessibile, dalla fiscalità mite o assente e dal segreto bancario assoluto e tutelato.

È considerato un paradiso fiscale (per quanto atipico) anche Città del Vaticano, grazie al rigido regolamento bancario e agli alti interessi corrisposti sui conti dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR).

Le principali società di compensazione europee (Clearstream, ex Cedel, Euroclear e SWIFT) sono considerate alla stregua di paradisi fiscali impropri, grazie alla possibilità di intestare a banche o grandi imprese conti di corrispondenza anonimi a loro discrezione. La traccia delle operazioni effettuate su questi conti, e a volte il conto stesso, viene cancellata in giornata (solitamente entro un’ora dalla conclusione della transazione).

Le autorità internazionali hanno adottato una serie di misure che consentono di limitare l’attività di tali giurisdizioni. Si citano al proposito le direttive dell’OECD, il Patriot Act e Sarbanes-Oaxley statunitensi, le raccomandazioni dell’Egmont Group e del Wolfsberg Group.

Un elenco più articolato dei Paesi considerati “paradisi fiscali” può includere: Alderney, Andorra, Anguilla, Anjouan, Antigua, Aruba, Bahamas, Bahrain, Barbados, Belize, Bermuda, Botswana, Brit., Isole Virgin, Brunei, Cayman, Cook Islands, Costa Rica, Curacao, Repubblica Dominicana, Grenada, Guernsey, Hong Kong, Isola di Man Jebel Ali, Jersey Labuan, Liberia, Liechtenstein. Luxembourg, Macao, Madeira, Marshall, Mauritius, Monaco, Montenegro, Nauru Nevis, Nuova Zeland a, Niue, Panama, San Marino, Sark, Seychelles, Singapore, St. Kitts, St. Lucia, St. Vincent, Turks & Caicos, Vanuatu


Offshore, definizione -

Si tratta di un termine generalmente utilizzato impropriamente per indicare imprese create in centri finanziari con un livello di imposte molto basso, che di solito si trovano su isole (come le Isole Cayman o le Bahamas) ma non necessariamente. Spesso utilizzato come sinonimo di paradiso fiscale.

Queste società sono spesso usate per nasconderne il proprietario o beneficiario di determinati beni, per vari motivi oppure per ridurre in qualche modo la pressione fiscale di altri paesi. In realtà, proprio perché non è illegale, tutte le multinazionali hanno società offshore costituite in paesi dal regime fiscale agevolato, per una più accettabile tassazione degli utili. Questo solitamente viene studiato dai manager delle compagnie attraverso lo strumento dell’ingegneria finanziaria. Esistono paesi indicati in black list dagli uffici tributari italiani, quindi chi apre società offshore in paesi inseriti in apposite black list, rimarranno comunque sottoposte a indeducibilità e quindi non saranno utili per abbassare il carico fiscale. Da osservare che non tutti i centri off-shore si trovano sulle isole, come indicato dal primo significato; basti pensare, a titolo di esempio, alla Svizzera, Dublino e Delaware (USA), Lichtenstein, ecc.